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Comunicazione di servizio, 5° Puntata

Content is the king: perché i tecnicismi non aiutano il marketing

di Marco Maria Lorusso

02 Set 2013

Titti i big marketer lo sostengono: content is the king. I contenuti di qualità vivono di semplicità. Ecco perché i tecnicismi non ti aiutano a vendere.

Sì, è probabile che tu abbia sentito questa frase molte volte. Se vogliamo, va abbastanza per la maggiore. Ma non è una moda passeggera. Non è la classica bella frase con qui i markettari di ogni parte del globo si riempiono la bocca.

È una filosofia che andrebbe abbracciata per comunicare con successo, per  curare al meglio e “fare bene” anche l’aspetto comunicativo dei tuoi prodotti.

“Il contenuto è, ancora, l’elemento più importante del web”.

L’affermazione è notevole e accreditata, nonché fresca. Risale a poco più di un mese fa. Questaè una certezza che chi, come me, si occupa di comunicazione, sa che non vale solo per il web. È vero che oggi tutto si muove tra i bit, nei cloud, nelle app. Ma è vero anche che ancora moltissime aziende utilizzano anche strumenti di comunicazione convenzionale (brochure, depliant, etc) a supporto della propria attività commerciale.

Per un motivo a me oscuro, nel settore ICT, per la verità, si da ancora molta più importanza a presentazioni di tipo “classico”, piuttosto che al sito web. Ma il punto è che la questione non cambia quando osserviamo i contenuti, la loro forma, il linguaggio utilizzato.

Ho passato in rassegna molti siti di settore prima di scrivere questo articolo. A parte quelli delle aziende trade che si rivolgono al grande pubblico (catene di negozi di elettronica, produttori di smartphone, pc e devices tecnologici vari), tutti gli altri (le software house in primis) pare non tengano minimamente in considerazione che i loro prodotti o servizipotrebbero servire a colleghi, abituati ad utilizzare certe parole, come alla fruttivendola di Cesenatico o all’estetista di Baranzate di Bollate, per dire. 

E il risultato su carta non è da meno. Anche quando lo sforzo va oltre il ciclostilato di fogli in word, tutte queste parole spese per raccontare di quanto siano fantastici questi strumenti e le loro potenzialità, i vantaggi e le cose incredibili che si possono fare, si perdono in migliaia di parole difficili, tecnicismi arzigogolati che, nel migliore dei casi, finiscono ad impolverarsi in qualche angolo di studi o uffici. Qui non stiamo parlando di formattazione, di colori, di grafica. Quelli vengono dopo. Quelli servono, aiutano, ma sono un passaggio successivo al “cosa e come decido di spiegare la mia azienda e i miei prodotti/servizi”. Stiamo parlando propriamente della scelta volontaria di un retaggio linguistico complicato e disincentivante la lettura, come la comprensione. La domanda ora è semplice…

Come si può vendere se prima non c’è attenzione e comprensione?

Il primo passo per vendere è utilizzare un linguaggio semplice. La semplicità è la formulache apre ogni porta, dalla persona più colta e preparata, a quella meno. Perché il marketing è un po’ come l’insegnamento: se non arriva a tutti, che indottrinamento sarebbe? Un linguaggio semplice ti permette anche un altro vantaggio: scrivere meglio, in termini di efficacia, ma anche meno. Non servono i papiri. Servono le parole giuste, nel posto e nel momento giusto. Questa è la comunicazione efficace, quella che fa presa, che ha successo. Quella che ti permette di farti conoscere, apprezzare. E lo apprezzerà anche il tuo fatturato.

 

Marco Maria Lorusso

Servitore della penna, la fatica come vocazione. Pugile e Medievalista mancato. Divoratore di BritPop e Dylan Dog, papà di Gaia Maria e Riccardo. Direttore Responsabile #Digital4Trade #Sergente