Digitale: il mercato italiano è in salute | Digital4Trade
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Dati di Mercato

Cloud, Software e Industria 4.0 spingono il mercato digitale italiano

di Redazione #Digital4Trade

02 Lug 2018

Secondo gli ultimi dati Anitec-Assinform il mercato digitale italiano è cresciuto del 2,3%, raggiungendo quota 68.722 milioni di euro di fatturato. Prevista ancora una buona crescita per i prossimi tre anni

Il digitale avanza in Italia e molto probabilmente continuerà a farlo nei prossimi anni: è quanto evidenziano le ultime rilevazioni di Anitec-Assinform – l’associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende del settore -, secondo cui nel 2017, il mercato digitale italiano (definizione che raggruppa sia le attività B2B che consumer) è cresciuto del 2,3%, toccando quota 68.722 milioni di euro di giro d’affari. Più nel dettaglio, il macrocomparto dei dispositivi e sistemi ha visto ancora emergere la componente personal & mobile device, cresciuta del 2,2% a 6.382 milioni di euro, spinta dai dispositivi indossabili (wearable, +17,9% a 488,3 milioni) e dagli smartphone (+3,1% a 3710 milioni), che hanno più che compensato il calo dei PC laptop (-1,3%) a 883 milioni), dei tablet (-0,2% a 782 milioni) e degli altri dispositivi mobili.

PC e server in difficoltà

La componente home e office device è invece scesa del 6% a 2.643 milioni, con andamenti al ribasso di quasi tutte le componenti, a partire dagli apparecchi TV (-7,3% a 1.655,6 milioni) e dai PC desktop (-7% a 436 milioni) con la sola eccezione delle console fisse e di altri dispositivi consumer (+3,7% a 260,5 milioni). Sempre per quanto riguarda il mercato dei dispositivi e sistemi, sono calati i sistemi enterprise (-1,9% a 3.600 milioni), anche in ragione della crescente fruibilità di capacità in service: l’incremento dei sistemi specializzati (+0,7% a 1390 milioni) non è bastato a compensare il calo dei sistemi di comunicazione (-2,5% a 1523 milioni) e degli altri sistemi, dai server X86 ai sistemi di fascia alta, mentre lo storage ha tutto sommato tenuto.

 

Il Software è in salute

Buone notizie per il mondo degli operatori di canale arrivano dal buon passo in avanti della categoria software e soluzioni ICT, già in ripresa da tre anni, che ha ulteriormente accelerato, raggiungendo 6.626 milioni di euro (+5,9%). In particolare è cresciuto molto il software applicativo (4.892 milioni, +8,8%), spinto dal rinnovo e dalle componenti più innovative (piattaforme per la gestione web, IoT, e così via), con una progressione che non si vedeva da un decennio e che ha messo in ombra il calo del software di sistema (-5% a 518,1 milioni). Il middleware (1.216 milioni, +0,1%) ha rallentato la crescita, non per carenza di domanda, ma soprattutto perché una quota crescente di essa tende a essere soddisfatta in modalità Cloud e di Outsourcing infrastrutturale.

Avanzano i servizi ICT

Altro aspetto che fa ben sperare è il netto progresso dei servizi ICT: la crescita rilevata, del 4% a 11.057 milioni di euro, ribadisce e accentua una netta e positiva inversione di tendenza, che perdura da ormai tre anni e che conferma la consistenza dei nuovi e più evoluti trend di spesa. Il comparto è trainato dai servizi di data center e cloud computing, che nell’insieme crescono del 16,7% a 2.641,8 milioni, con la componente cloud a 1861,8 milioni, in crescita del 23,3%. Segno positivo, comunque – fatta eccezione per la sola assistenza tecnica (-1,5% a 707milioni) – anche per gli altri segmenti, a partire dall’ outsourcing ICT (+0,1% a 3.693 milioni) e dalla formazione (+1,9% a 328 milioni). Buone anche le performance della consulenza (+ 1,5% a 797 milioni) e delle attività di sviluppo e systems integration (+1,3% a 2890 milioni), strettamente correlate all’ammodernamento di applicazioni e infrastrutture e al ricorso a nuovi modelli di fruizione dell’ICT.

Il fenomeno Industria 4.0

C’è poi da evidenziare che lo studio evidenzia la consistenza di mercato di tutti i più importanti fenomeni tecnologici legati alla Digital Transformation: l’IoT vale 2483 milioni di euro (+17,4%), la sicurezza digitale 896,5 milioni (+10,8%), i big data 773 milioni (+20,1%); ancora di peso limitato, ma in rapida crescita sono invece fenomeni come l’intelligenza artificiale/cognitive computing a 79,8 milioni di euro (+58,7%) e le blockchain (+88,2%, 16 milioni di euro). Ma è soprattutto dietro la parola magica di questi tempi, Industria 4.0, che il giro d’affari si fa interessante: nel 2017 il mercato complessivo (esteso a tutte le componenti) è stato in crescita del 19,3% a ben 2184 milioni, ripartiti per il 56% in sistemi ICT (1219,2 milioni, +18,1%) e per il 44% in sistemi industriali (965 milioni, +20,7%), e che a parità di contesto promette di tenere la progressione almeno sino al 2020. Molto bene anche il digital workplace, legato alla possibilità di lavorare da qualsiasi luogo e in modo flessibile, che ha originato nel 2017 un volume d’affari di 2496 milioni, ancora progressione (+16,5%), grazie al contributo delle applicazioni e dei device mobili, delle piattaforme collaborative e dei servizi Saas.

 

Buone le prospettive al 2020

Insomma, grazie al contributo delle aree più innovative, il 2017 è stato un anno confortante e le previsioni sono rosee anche per il prossimo triennio. Il mercato digitale italiano nel suo insieme crescerà nel 2018 del 2,6% a 70.524 milioni, nel 2019 del 2,8% a 72.524 milioni e nel 2020 del 3,1% a 74792 milioni, con andamenti delle diverse componenti che confermeranno le tendenze attuali, con benefici però anche per i dispositivi e sistemi. Tra i trend attesi in maggiore sviluppo ci sono i Contenuti e del Digital Advertising (fra il 7,3 e il 7,8% l’anno), i Servizi ICT (fra il 4,7 e il 5,4% l’anno), Software e delle Soluzioni ICT (fra il 6,5 al 6,9% l’anno) e dispositivi e sistemi (fra lo 0,8% e l’1,9% l’anno).

Redazione #Digital4Trade

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