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Android traina il mercato smart band

di Gianluigi Torchiani

19 Nov 2014

Nel terzo trimestre 2014 la crescita è stata del 37% rispetto al trimestre precedente

In attesa dell’effetto Apple, il mercato degli smart band comincia a rilevare dei numeri interessanti di crescita. È quanto evidenzia la società di ricerche Canalys, secondo cui con quasi 5 milioni di braccialetti intelligenti e di base spediti nel terzo trimestre 2014, c’è stato un aumento del 37% rispetto al trimestre precedente. Addirittura, secondo gli analisti, proprio l’annuncio dell’imminente arrivo dell’Apple Watch ha avuto l’effetto di far rimandare l’acquisto a una fetta consistente di consumatori. Il merito dell’ impennata del trimestre è del sistema operativo Android Wear,in particolare del device Motorola Mobility Moto 360, che è di gran lunga il dispositivo maggior successo, tanto da rappresentare da solo oltre il 15% del mercato smart band.

Un successo che, sempre in casa Android, ha spinto a una serie di contromosse sia LG che Samsung (che rimane comunque complessivamente il leader di mercato). Canalys ritiene che Android Wear sarà fondamentale per lo sviluppo del mercato smart band, in quanto è destinato a essere uno dei due sistemi operativi (l’altro sarà quello Apple)  dominante di fuori del mercato cinese. Ma Google sarà costretta a riprogettare l’interfaccia utente di Android Wear se vorrà che la sua piattaforma possa raggiungere il suo vero potenziale. Quel che è certo è che, con oltre 1,8 miliardi di smartphone Android in giro per il mondo, la piattaforma Android può contare su un potenziale enorme di mercato.

Per quanto riguarda Microsoft, invece, Canalys evidenzia come per ora il suo prodotto smart band non abbia per ora un forte appeal, ma la società promuove l’approccio della casa di Redmond a questo mercato che – oltre al lato hardware – sta puntando a offrire servizi multipiattaforma, che potrebbero rappresentare una grande opportunità non soltanto nel campo della salute e fitness. Per quanto riguarda i dispositivi definiti basic, quelli dove in pratica non possono lavorare applicazioni di terze parti, Fitbit e Jawbone mantengono per il momento la testa della classifica. Su questo segmento incombe però il rischio “commodity”, a causa della crescente commercializzazione di prodotti di fascia bassa realizzati in Cina.

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade

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